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Consenso informato psicologo: fac-simile e regole 2026

Un consenso incompleto ti espone a contestazioni. Cosa deve contenere, minori, online e privacy: con fac-simile pronto.

Team Synalla Coach13 min di lettura
Mani di un paziente che firma il modulo di consenso informato nello studio di uno psicologo

Il consenso informato è il primo documento che un paziente firma nel tuo studio, e spesso l’ultimo che rileggi. Molti colleghi usano un modulo scaricato anni fa, con un mix di consenso alla prestazione e privacy, senza le condizioni economiche, senza una riga sulle sedute online, con una sola firma anche quando il paziente è minorenne. Va tutto bene finché non arriva una contestazione, un genitore separato che non era d’accordo o un’ispezione. Vediamo cosa deve contenere davvero, e chiudiamo con un fac-simile da adattare.

In sintesi. Prima di iniziare qualsiasi prestazione lo psicologo deve ottenere il consenso informato (Codice deontologico, art. 24), dopo aver spiegato in modo comprensibile natura, scopi, modalità e durata dell’intervento, il compenso, i limiti del segreto professionale e il diritto di interrompere in qualsiasi momento. Per i minori serve il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale, cioè di norma entrambi i genitori (art. 31). Il consenso alla prestazione è diverso dall’informativa privacy (artt. 13 e 9 GDPR): conviene tenerli in due sezioni distinte, con consensi specifici per eventuali registrazioni e strumenti di AI.

Una premessa: il testo che trovi in fondo è una base di lavoro, non un modello ufficiale. Il CNOP e molti Ordini regionali mettono a disposizione moduli e indicazioni aggiornate: confrontali sempre con il tuo e adattali al tuo modo di lavorare.

Perché il consenso informato non è una formalità

Il consenso ha una doppia funzione. È uno strumento clinico: chiarire fin dall’inizio cosa succederà, quanto durerà e quanto costerà costruisce il patto di lavoro. Ed è una tutela professionale: in caso di contestazione, è il documento che dimostra cosa il paziente sapeva e ha accettato. Un consenso generico (“acconsento al trattamento psicologico”) non protegge nessuno dei due.

Cosa deve contenere: gli elementi essenziali

  • Dati del professionista: nome, titolo, Albo e numero di iscrizione, recapiti.
  • Tipo di prestazione: consulenza, valutazione, sostegno, psicoterapia (e orientamento teorico, se rilevante).
  • Scopi e modalità: cosa si farà, con quali strumenti (colloqui, test), in studio o online.
  • Durata e frequenza indicative delle sedute e del percorso.
  • Compenso per seduta, modalità di pagamento e regole di disdetta.
  • Segreto professionale e suoi limiti: i casi in cui la legge impone o consente di derogare.
  • Diritto di interrompere il percorso in qualsiasi momento.
  • Possibili benefici e limiti dell’intervento, senza promesse di risultato.
  • Data e firma del paziente (o di entrambi i genitori per i minori) e del professionista.

Il compenso va nel consenso. Il Codice deontologico chiede di pattuire il compenso all’inizio del rapporto. Inserirlo nel documento firmato, insieme alla policy di disdetta, evita la conversazione più imbarazzante della professione: quella sulla seduta saltata. Ne parliamo nella guida su come ridurre no-show e disdette.

Consenso informato e informativa privacy: non sono la stessa cosa

Consenso informatoInformativa privacy
RiguardaLa prestazione professionaleIl trattamento dei dati personali
FonteCodice deontologico, Legge 219/2017GDPR, artt. 13 e 9
ContenutoNatura, scopi, durata, compenso, segretoTitolare, finalità, base giuridica, conservazione, diritti
FirmaSì, consenso alla prestazionePresa visione, più consensi specifici dove servono

Possono stare nello stesso fascicolo, ma tienili in sezioni distinte. E ricorda che alcune attività richiedono un consenso separato e specifico, che il paziente deve poter rifiutare senza perdere la terapia:

  • Registrazione audio o video delle sedute.
  • Strumenti di trascrizione o analisi con AI.
  • Comunicazioni con altri professionisti (medico, psichiatra, scuola).
  • Supervisione del caso con dati identificabili.
  • Contatto su canali specifici (WhatsApp, email) per l’organizzazione.

Minori: il consenso di entrambi i genitori

È l’errore più frequente e quello con le conseguenze più pesanti. Per un paziente minorenne il consenso va dato da chi esercita la responsabilità genitoriale: di norma entrambi i genitori, anche se separati o divorziati. La firma di uno solo non basta, salvo situazioni specifiche (un solo genitore titolare della responsabilità, provvedimento del giudice).

  • Fai firmare entrambi i genitori, con copia dei documenti d’identità.
  • Se un genitore non può essere presente, raccogli il consenso prima di iniziare, anche a distanza.
  • Coinvolgi il minore: spiegagli il percorso in modo adatto all’età e tieni conto della sua opinione.
  • In caso di conflitto tra genitori, non iniziare: chiedi indicazioni al tuo Ordine.

Esistono eccezioni previste dal Codice per situazioni particolari (ad esempio su disposizione dell’autorità giudiziaria o in casi di grave rischio): sono appunto eccezioni, da documentare con cura.

Consensi su carta, sparsi tra raccoglitori e mail? In Synalla Coach i consensi sono registrati sulla scheda di ogni assistito, con data e log di audit di ogni modifica.

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Consenso per la psicoterapia online

Quando lavori a distanza il consenso deve dirlo esplicitamente. Le indicazioni del CNOP sulle prestazioni a distanza chiedono di informare il paziente su cosa cambia rispetto al setting in presenza. Aggiungi una sezione che copra:

  • La piattaforma usata e dove tratta i dati (meglio se nell’UE).
  • I limiti di riservatezza della connessione e cosa fa il paziente dal suo lato (stanza riservata, cuffie).
  • Cosa succede in caso di problemi di connessione: si richiama, si riprogramma, come si conta la seduta.
  • Come si gestiscono le situazioni di emergenza a distanza (recapito, persona di riferimento, luogo in cui si trova il paziente).
  • Il divieto di registrare la seduta, da entrambe le parti, senza accordo esplicito.

Fac-simile di consenso informato (da adattare)

CONSENSO INFORMATO ALLA PRESTAZIONE PSICOLOGICA

Il/La sottoscritto/a [nome e cognome], nato/a a [luogo] il [data], dichiara di essere stato/a informato/a in modo chiaro e comprensibile dal/dalla Dott./Dott.ssa [nome], psicologo/a [psicoterapeuta] iscritto/a all’Albo degli Psicologi della Regione [regione] con il n. [numero], in merito a quanto segue:

1. Prestazione: [consulenza / valutazione / sostegno psicologico / psicoterapia a orientamento …], finalizzata a [scopo generale concordato].
2. Modalità: colloqui individuali della durata di circa [50] minuti, con frequenza [settimanale], in studio a [indirizzo] e/o a distanza tramite [piattaforma]. Potranno essere utilizzati strumenti di valutazione standardizzati.
3. Durata: il percorso ha una durata indicativa di […], che verrà periodicamente rivalutata insieme.
4. Compenso: [importo] € a seduta, più contributo integrativo ENPAP e imposta di bollo ove dovuti, da corrispondere [modalità]. Le sedute non disdette con almeno [24] ore di preavviso saranno addebitate.
5. Segreto professionale: quanto emerge nei colloqui è coperto dal segreto professionale, salvo i casi previsti dalla legge e dal Codice deontologico, che mi sono stati illustrati.
6. Interruzione: posso interrompere il percorso in qualsiasi momento, comunicandolo al professionista.
7. Esiti: mi è stato spiegato che l’intervento può portare benefici, ma non può esserne garantito il risultato.

Avendo compreso quanto sopra e avendo potuto porre domande, acconsento alla prestazione descritta.

Luogo e data ______   Firma del paziente ______   Firma del professionista ______

Per i minori: firme di entrambi gli esercenti la responsabilità genitoriale, con nome, cognome e documento d’identità.

Accanto a questo documento, consegna l’informativa privacy e raccogli i consensi specifici per registrazione, AI e contatti, ciascuno con la sua casella “acconsento / non acconsento”.

Gli errori più comuni

  • Un unico modulo che mescola prestazione e privacy senza distinzioni.
  • Firma di un solo genitore per un paziente minorenne.
  • Nessuna menzione del compenso e delle regole di disdetta.
  • Consenso “in presenza” usato anche per le sedute online.
  • Registrare le sedute o usare l’AI con il solo consenso generico.
  • Non aggiornare il consenso quando cambiano setting, tariffa o tipo di intervento.
  • Moduli firmati e poi persi: senza archivio ordinato, il consenso non è dimostrabile.

Come Synalla Coach gestisce i consensi

In Synalla Coach ogni scheda assistito ha una sezione Consensi tipizzati e separati: trattamento dati, registrazione delle sedute e analisi AI. Registri lo stato dei consensi raccolti (anche su carta) e ogni modifica finisce nel log di audit, con data: se un paziente revoca il consenso alla registrazione, resta traccia di quando l’ha fatto.

Il fascicolo firmato lo carichi come allegato cifrato sulla scheda, su server europei. E la memoria AI del percorso si genera solo su tua richiesta, mai in automatico. Il titolare dello studio non paga, la prova dura 15 giorni.

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Il consenso è il primo pezzo della documentazione clinica. Per il resto (cosa conservare, per quanto e dove) leggi la guida alla cartella clinica dello psicologo.

Domande frequenti

Il consenso informato dello psicologo è obbligatorio?
Sì. Il Codice deontologico (art. 24) impone di ottenere il consenso informato prima di iniziare qualsiasi prestazione, dopo aver spiegato natura, scopi, modalità, durata e compenso dell’intervento, i limiti del segreto professionale e il diritto di interrompere.
Per un paziente minorenne serve la firma di entrambi i genitori?
Di norma sì. Il consenso va dato da chi esercita la responsabilità genitoriale, quindi da entrambi i genitori anche se separati o divorziati. Fanno eccezione i casi in cui la responsabilità è attribuita a un solo genitore o le situazioni particolari previste dal Codice deontologico.
Consenso informato e informativa privacy sono la stessa cosa?
No. Il consenso informato riguarda la prestazione professionale e deriva dal Codice deontologico; l’informativa privacy riguarda il trattamento dei dati e deriva dal GDPR. Possono stare nello stesso fascicolo, ma in sezioni distinte.
Serve un consenso specifico per registrare le sedute?
Sì. La registrazione audio o video e l’uso di strumenti di trascrizione o analisi con AI richiedono un consenso separato e specifico, che il paziente deve poter rifiutare senza perdere la possibilità di fare il percorso.
Cosa aggiungere al consenso per la psicoterapia online?
La piattaforma usata e dove tratta i dati, i limiti di riservatezza della connessione, cosa succede in caso di problemi tecnici, come si gestiscono le emergenze a distanza e il divieto di registrare la seduta senza accordo esplicito.