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Sito web psicologo: cosa scrivere secondo la deontologia

Hai paura che il tuo sito violi il codice deontologico? Cosa puoi scrivere, cosa no e i dati obbligatori per legge.

Team Synalla Coach12 min di lettura
Psicologa nel suo studio lavora al proprio sito web professionale su un portatile

Il sito dello studio è spesso la prima cosa che un potenziale paziente vede di te, e per molti è anche quella che decide se scriverti oppure no. Eppure tanti colleghi lo rimandano per anni, o lo pubblicano con il timore costante di aver scritto qualcosa di sbagliato: una frase troppo “commerciale”, una recensione di troppo, un prezzo in evidenza. Il risultato sono siti vaghi, che non informano e non convincono. In realtà le regole sono poche e chiare. Vediamole, insieme ai dati che per legge devono esserci.

In sintesi. Il sito di uno psicologo può presentare titoli, iscrizione all’Albo, formazione, aree di intervento, approccio, modalità di lavoro e anche i prezzi. La pubblicità sanitaria però deve essere solo informativa: la Legge 145/2018 (comma 525) vieta ogni elemento promozionale o suggestivo, e il Codice deontologico chiede decoro e veridicità. Quindi niente promesse di risultato, superlativi, sconti-civetta o testimonianze dei pazienti. Obbligatori: numero di iscrizione all’Albo, Partita IVA, informativa privacy e, se usi cookie non tecnici, il banner di consenso.

Una premessa: questo articolo ti dà il quadro generale. Il tuo Ordine regionale pubblica spesso linee guida specifiche sulla comunicazione online, e in caso di dubbio su una formulazione è lì che vale la pena chiedere.

Le regole del gioco: cosa dice la legge

Tre fonti definiscono cosa puoi comunicare:

  • Legge 248/2006 (“Bersani”): ha liberalizzato la pubblicità informativa dei professionisti. Puoi far conoscere la tua attività, i titoli e i costi.
  • Legge 145/2018, comma 525: per le professioni sanitarie la comunicazione può contenere solo informazioni utili alla scelta, senza elementi promozionali o suggestivi, nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente.
  • Codice deontologico degli psicologi: la pubblicità dev’essere improntata a decoro professionale, veridicità e correttezza, senza denigrare i colleghi.

Il criterio pratico che tiene insieme tutto è una domanda: questa frase aiuta il paziente a scegliere in modo consapevole, o prova a convincerlo? Se informa, va bene. Se seduce, no.

Cosa puoi scrivere sul sito

  • Chi sei: nome, titolo (psicologo/a, psicoterapeuta), Albo regionale e numero di iscrizione.
  • Formazione: laurea, scuola di specializzazione, orientamento teorico, master pertinenti.
  • Aree di intervento: ansia, coppia, adolescenti, lutto… descritte in modo informativo.
  • Come lavori: primo colloquio, durata e frequenza delle sedute, online o in studio.
  • Tariffe: puoi pubblicarle. Sono un’informazione utile, non una promozione.
  • Contatti e sede: indirizzo, orari, come prendere appuntamento.
  • Articoli divulgativi: contenuti che spiegano temi psicologici in modo corretto.

Cosa non puoi scrivere (anche se lo vedi fare)

Da evitarePerchéAlternativa corretta
“Supera l’ansia in 5 sedute”Promessa di risultato“Percorsi brevi focalizzati sull’ansia”
“Il miglior psicologo di Milano”Superlativo, elemento suggestivo“Psicologo a Milano, zona Città Studi”
“Primo colloquio gratis, solo questo mese!”Offerta a tempo, leva promozionale“Il primo colloquio costa X€ e serve a conoscersi”
“I miei pazienti dicono…”Testimonianze di pazientiDescrivere l’approccio e la formazione
Foto prima/dopo, casi riconoscibiliSegreto professionale e suggestioneNessun caso clinico identificabile
Specializzazioni non conseguiteNon veritieroSolo titoli effettivamente posseduti

Il caso delle recensioni. Le recensioni spontanee su Google non le controlli e non sono una tua comunicazione pubblicitaria. Diverso è sollecitarle ai pazienti o ripubblicarle sul tuo sito come testimonianze: entra in gioco il segreto professionale (stai confermando che quella persona è un tuo paziente) e la comunicazione diventa suggestiva. Non farlo, e non rispondere alle recensioni confermando il rapporto terapeutico.

I dati obbligatori per legge

Al di là della deontologia, il sito di un professionista con Partita IVA deve contenere alcune informazioni. Mancarle è l’errore più comune (e il più facile da evitare):

  • Partita IVA ben visibile, di solito nel footer di ogni pagina.
  • Albo e numero di iscrizione all’Ordine regionale.
  • Informativa privacy conforme agli artt. 13–14 GDPR, specifica per il sito e per i contatti ricevuti.
  • Cookie policy e banner se usi analytics non anonimizzati, pixel o mappe/video incorporati che tracciano.
  • Titolare del trattamento e un recapito per esercitare i diritti.

Il form di contatto: attenzione ai dati sanitari

Il modulo “scrivimi” è utilissimo, ma è anche il punto in cui molti siti di psicologi raccolgono dati sanitari senza accorgersene. Un campo libero “descrivi il tuo problema” invita le persone a scrivere diagnosi, sintomi e storie personali, che finiscono in una casella email non pensata per custodirli.

  • Chiedi solo nome, recapito e disponibilità.
  • Scrivi accanto al form: “Non inserire qui informazioni sulla tua salute: ne parleremo al primo colloquio”.
  • Collega l’informativa privacy e conserva i contatti solo per il tempo necessario a rispondere.
  • Se usi un plugin o un servizio esterno per i form, verifica dove salva i dati (meglio se nell’UE).

I dati clinici veri arrivano dopo, con la presa in carico: e lì le regole cambiano ancora. Le trovi nella guida alla cartella clinica dello psicologo e GDPR.

Il sito porta contatti. E dopo? Con Synalla Coach ogni persona ha una scheda dal primo contatto in poi, con consensi tracciati e dati cifrati su server europei.

Prova gratis

Le pagine che un sito da psicologo dovrebbe avere

  1. Home: chi sei, dove ricevi, per chi lavori, come contattarti. Tre righe chiare valgono più di un claim.
  2. Chi sono: formazione, approccio, iscrizione all’Albo. Una foto professionale aiuta la fiducia.
  3. Aree di intervento: una pagina per ogni area principale. È anche ciò che ti fa trovare su Google.
  4. Come lavoro / Primo colloquio: cosa succede, quanto dura, quanto costa, online o in studio.
  5. Contatti: form minimale, telefono, mappa, orari.
  6. Privacy e cookie: le due pagine legali, linkate dal footer.

Le pagine sulle aree di intervento sono anche quelle che portano visite da Google: chi cerca “psicologo ansia + città” atterra lì. Scrivile per rispondere a una domanda reale, non per ripetere parole chiave.

Sito e social: la stessa regola, due canali

Tutto quello che vale per il sito vale anche per Instagram, Facebook e LinkedIn: comunicazione informativa sì, promozione suggestiva no. I social però aggiungono rischi propri (messaggi privati con dati sanitari, foto, interazioni pubbliche con i pazienti). Li abbiamo affrontati nella guida al marketing su Instagram per psicologi. E se il sito ti serve per far partire l’attività, il quadro completo dei canali è nella guida su come trovare i primi pazienti.

Dal contatto alla presa in carico, con Synalla Coach

Il sito fa arrivare la persona. Il resto si gioca nello studio, e lì entra in gioco Synalla Coach: ogni contatto diventa una scheda assistito che segue il percorso dal primo colloquio al post-trattamento, su una bacheca kanban. Sulla scheda registri i consensi (trattamento dati, registrazione, analisi AI) con log di audit, e il calendario tiene insieme primi contatti, anamnesi e sedute.

Note, trascrizioni e allegati sono cifrati prima di essere salvati, su server europei e senza trasferimenti extra-UE. Così la promessa di riservatezza che fai sul sito è mantenuta anche dietro le quinte. Il titolare dello studio non paga, la prova dura 15 giorni.

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Domande frequenti

Uno psicologo può pubblicare le tariffe sul sito?
Sì. Dalla Legge 248/2006 la pubblicità informativa dei professionisti, compresi i costi, è consentita. Le tariffe sono un’informazione utile alla scelta del paziente. Quello che va evitato è presentarle con leve promozionali, come sconti a tempo o offerte-civetta.
Posso mettere le recensioni dei pazienti sul mio sito?
È sconsigliato. Ripubblicare testimonianze o sollecitarle significa confermare che una persona è tua paziente, con un problema di segreto professionale, e rende la comunicazione suggestiva, in contrasto con la Legge 145/2018. Le recensioni spontanee su Google non sono una tua comunicazione, ma non rispondere confermando il rapporto terapeutico.
Quali dati sono obbligatori sul sito di uno psicologo?
Partita IVA, Albo regionale e numero di iscrizione, informativa privacy con i dati del titolare del trattamento e, se il sito usa cookie non tecnici o strumenti di tracciamento, cookie policy e banner di consenso.
Cosa dice la Legge 145/2018 sulla pubblicità sanitaria?
Il comma 525 stabilisce che le comunicazioni informative delle strutture e dei professionisti sanitari possono contenere solo informazioni utili alla scelta, senza elementi di carattere promozionale o suggestivo, nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente.
Il form contatti del sito deve rispettare il GDPR?
Sì. Serve un’informativa privacy collegata e conviene raccogliere solo nome, recapito e disponibilità, invitando a non inserire informazioni sulla salute. Un campo libero “descrivi il problema” porta a raccogliere dati sanitari senza le tutele necessarie.